Pensiero orizzontale – Nuovo punto di osservazione

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« A proposito di troll…

 

RELAX

… chi ricorda la vicenda dell’Associazione Carlo Borromeo?

A volte i troll sono geniali, qualche anno fa in un forum dedicato ai videogiochi fece la sua comparsa una fantomatica associazione cattolica, che tenne banco per giorni e giorni con interventi esilaranti, al limite del credibile, tuttavia molti abboccarono all’amo. Io vi ripropongo qualche stralcio della vicenda, spero di farvi ridere come è successo a me rileggendo quegli interventi.

Breve storia della Borromeo:


7 agosto 1999
La Borromeo inizia a farsi vedere su i NG con un primo messaggio di presentazione rivolto verso tutti coloro che utilizzano videogiochi, in modo da metterli in guardi sui pericoli degli stessi.
Il Troll ( perche’ di un troll si tratta) raccoglie i suoi frutti: molta gente e’ indignata per le parole usate dall’associazione e per i suoi scopi: le risposte allarmistiche si sprecano.


9 agosto 1999
L’associazione Borromeo inizia a portare i dati per quello che afferma.
Ecco allora che compare il libro di Fred Wertham jr "The new seduction of innocent"
oramai un classico in tutte le case americane


0 agosto 1999
Il portavoce dell’ Associazione ci spiega da chi e’ composta:
"Ne fanno parte genitori, insegnanti, medici, avvocati, professionisti dell’informatica, due docenti universitari e diversi esponenti politici – alcuni dei quali di rilievo nazionale."


4 agosto 1999
Ci viene svelato il vero significato di Mario64 !

0 agosto 1999
Videogiochi – droga, esiste un legame ?
Ebbene la risposta e’ si’ !

settembre 1999
L’associazione Borromoeo e’ minacciata dalla censura.


3 settembre 1999
Il ritorno della Borromeo ?

Qui di seguito gli interventi, in ordine di data:


7 agosto 1999

"Vi scrive l’Associazione Famiglie Cattoliche "San Carlo Borromeo",
un ente morale che da diversi anni si occupa delle più drammatiche
piaghe della nostra società. L’Associazione "San Carlo Borromeo" ha
condotto una lunga e vittoriosa serie di battaglie per la catechesi
dei tossicodipendenti, ed è promotrice di diverse iniziative umanitarie
nel Terzo Mondo, concernenti l’evangelizzazione dei negri in Botswana.
Il ruolo che si propone la"Borromeo" è esemplificato nel motto di
Lattanzio "Moralitas ubi primum":per tale motivo, abbiamo ritenuto
opportuno effettuare un collegamento a"Internet", con lo scopo di
coniugare il messaggio cristiano con le più moderne tecnologie.
Con tristezza e sconforto, possiamo constatare che i cosiddetti
"videogame"occupano una parte sempre più ampia del tempo libero
giovanile. Gli effetti deleteri di questi giochi elettronici sono
ben noti: istigazione alla violenza, incapacità in chi ne fa uso
di discernere il Bene dal Male,messaggi immorali che possono spingere
le menti deboli alla criminalità. A questi effetti "morali" si
aggiungono inoltre quelli concreti: epilessia,sonnolenza, nervosismo,
collassi cardiaci sempre più frequenti, nonché scarsi rendimenti
nella vita scolastica. In uno studio condotto dallo psichiatra americano
Fred Wertham jr, si evince che "il 27 % dei ragazzi in possesso di un
Playstation abbandona gli studi prematuramente: un dato esemplare, se
confrontato con l’8 % di coloro che non la possiedono". Si nota inoltre che
il 33 % dei giocatori abituali finisce per entrare in una gang giovanile, e
che la miopia e l’astigmatismo colpiscono in maniera più virulenta soprattutto
chi usa i videogiochi. Il 45 % di chi ha giocato a "Combattimento mortale" e
"Male residente" tende a trascurare la sua diocesi di appartenenza. Il 72 %
delle ragazze che adoperano i videogiochi perdono la verginità prima dei sedici
anni; di queste, solo il 15% si congiunge in matrimonio con chi le ha deflorate.
Sono statistiche che parlano chiaro. I videogiochi sono uno dei gravi flagelli
che opprimono questa società.L’ Associazione Famiglie Cattoliche "San Carlo
Borromeo" non può restare insensibile al grido di preoccupazione che attanaglia
tanti genitori in ansia, che improvvisamente non riescono più a riconoscere
l’umanità dei propri figli, ridotti a pallidi e sparuti fantasmi. Milioni di
giovani virgulti, speranza delle loro madri, della loro Patria, e di Dio
onnipotente e misericordioso, sprecano gli anni più proficui della loro
esistenza di fronte al monitor, prodigandosi in massacri "virtuali" anziché
curare il proprio intelletto, il loro corpo, la loro anima! Questi sono gli
effetti funesti del progresso? Ciò che Sant’Anselmo definiva "ancilla
moralitatis" deve trasformarsi in carnefice? E’ per questo che, con l’aiuto
e il sostegno di noti esponenti della religione, della politica, della
cultura, della scienza medica, stiamo preparando una proposta da presentare
all’attenzione del Parlamento, riguardante il divieto assoluto di
importazione dei videogiochi sul territorio nazionale.
Poiché ci sono concrete speranze che il nostro progetto vada in porto, ci
rivolgiamo a voi, ragazzi, che continuate a perseguire il vostro demoniaco
intento! Abbandonate la strada della perdizione, prima che anche la legge
civile dichiari illegale ciò che già è tale agli occhi di nostro Signore!
Tornate agli studi, agli onesti passatempi sportivi, al caloroso abbraccio
delle vostre madri, al tempio di Gesù che tutto vede e tutto può
perdonare!
Con affetto

Associazione Famiglie Cattoliche "San Carlo Borromeo"
"Agnus cum leo iacebit, sed iactura pauce durabit"

19 agosto 1999

"
Cari ragazzi,
analizzando le vostre risposte, abbiamo rivissuto sulla nostra pelle la
metafora evangelica del buon seminatore, il cui seme trova terreno non
fertile sui sassi e sui rovi. Alcuni mettono in dubbio l’esistenza della
nostra associazione; altri ancora ci insultano senza ritegno; altri ancora
rivendicano una caduca "libertà di espressione" in nome della quale si
sentono in diritto di sciupare la propria esistenza dietro a falsi idoli.
A questo punto, perchè la vostra ragione possa essere illuminata, citiamo
alcuni passi dalla traduzione del saggio di Fred Wertham jr "The new
seduction of innocent", Isahia Press, 1998, Memphis, Tennessee:

"David, 13 anni, gioca a Civilizzazione. Un nome dietro il quale si annida
non la civilizzazione, bensì la barbarie. Questo gioco, infatti, mette David
nei panni di un governante di un popolo, il cui scopo è quello di
sottomettere e di annientare i propri avversari. Guardo David con gli occhi
sgranati di fronte allo schermo del computer, e mi sembra di vedere un
piccolo Hitler. Senza scrupoli, senza alcuna pietà, David fa scoppiare
colpi di stato, lancia ordigni nucleari, crea alleanze e le rinnega
nell’esiguo spazio di un minuto. Tra me e me mi chiedo: questa è la palestra
nella quale si allenano i capi del futuro? E se David, un domani, chiamato
dalla responsabilità, facesse qualcosa di simile anche nella vita reale?"

"Il pronto soccorso del Winniwacha Hospital brulica di feriti. Una madre
in lacrime corre verso il figlio, che giace su una barella col cranio
fracassato. Altrove, una ragazza con i capelli sporchi di sangue piange.
Il giorno dopo, la polizia arresta Bajardo de San Roman e Santiago
Marquez, due giovani ispanici. Sono loro i responsabili delle violenze
avvenute la notte precedente. Interrogati dalla polizia, i due gradassi
affermano ‘Volevamo fare come in Grande Furto d’Auto’, il nostro
videogioco preferito’. Santiago e Bajardo non erano due balordi. Il secondo
giocava anche come centravanti nella squadra della lega maggiore di
pallacanestro. Una gioventù promettente, distrutta dal playstation e
dall’extasy".

Vi sembra poco? E’ solo un’esigua scelta di brani da un libro che
concentra una sequenza incalcolabile di orrori, di devianze, di violenze.
Nè vale la risposta "io gioco ai videogames, e non commetto crimini e
delitti". Nessuno può porsi come esempio, come parametro di giudizio,
soprattutto quando è sulla cattiva strada. Chi vi dice che un giorno,
incapaci di distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, non possiate
picchiare vostra madre pensando di giocare a "Combattimento mortale"?
Spero che da questi esempi abbiate capito che i nostri messaggi non sono il
delirio di un’associazione di bigotti (come voi giovani amate definire i
cristiani) ma un gruppo di adulti che si preoccupa del vostro avvenire, e
che non sopporta di vederlo sciupato e distrutto.
Per tale motivo, continueremo pervicacemente nella nostra battaglia, finchè
i videogiochi, flagello delle nuove generazioni, siano definitivamente resi
illegali.
Con paterna indulgenza,

Associazione Famiglie Cattoliche "San Carlo Borromeo"
Via delle Cento Fontane 33, Afragola (NA)
"Agnus cum leo iacebit, sed iactura pauce durabit"

20 agosto 1999

Cari ragazzi,
La nostra Associazione esiste realmente, e l’indirizzo è
associazioneborromeo@yahoo.com Ne fanno parte genitori, insegnanti, medici,
avvocati, professionisti dell’informatica, due docenti universitari e
diversi esponenti politici – alcuni dei quali di rilievo nazionale. Tutti
adulti responsabili che si preoccupano per il vostro futuro, e che sono
pronti a sfidare anche l’odio e l’umiliazione pur di agire per il bene
collettivo. La nostra battaglia per l’abolizione totale dei videogiochi
proseguirà, e la nostra perseveranza dovrà trionfare.
Ma forse la vostra intelligenza è ormai obnubilata da queste infernali
macchinette. Un palese esempio di come il tarlo dei videogame rode il fresco
legname delle vostre giovani e tenere menti ci è dato, come al solito,
dall’illuminante pamphlet del dottor Wertham:

"Tra i giochi che svolgono la loro malvagia opera in modo più subdolo, ce
n’è uno dal titolo ‘La maledizione dell’Isola della scimmia’. Questo
videogame non vuole stordire il giovane con luci abbaglianti o con roboanti
esplosioni: è un gioco che mira piuttosto a vampirizzare il suo tempo, a
trasportare gli sventurati ragazzi in una dimensione fittizia e ingannevole.
Lo scopo del gioco è quello di divenire un esperto pirata (bello scopo!) e
di dare la caccia a un tesoro nascosto, nonchè di conquistare l’amore -
amore profano, naturalmente – di una donna di facili costumi. Tra assurdi
anacronismi che spingono i giovani alla più totale ignoranza (i corsari
parlano come i poveri dei bassifondi di Chicago) e una concezione
disinvolta e scapigliata del senso morale, ‘L’isola della scimmia’ presenta
una serie di enigmi da risolvere non con l’intelligenza, ma con la
demenza. Il Centro Ricerche del Minnesota per gli Studi sulla Devianza
Giovanile provò a far giocare all’ ‘Isola della scimmia’ per cinque ore
(sotto stretta osservanza medica) un campione di venti ragazzi dai dieci ai
quattordici anni; in seguito, pose loro delle domande. Al quesito "Come
faresti a raccogliere il frutto da un albero", solo 5 risposero
correttamente dicendo "Mi arrampicherei sul tronco", mentre dieci
affermarono "prenderei a martellate l’albero". Due ragazzi dissero "Non so",
mentre tre aggredirono verbalmente e fisicamente gli psichiatri. C’è da
notare come il "prendere a martellate l’albero" rinvii alla nota teoria
freudiana della negazione della propria sessualità, per cui l’albero diviene
un surrogato dell’organo riproduttivo, che – anzichè essere utilizzato in
modo conforme alla natura – viene mortificato e avvilito. Non a caso, in un
sondaggio condotto tra un campione di trecento omosessuali, il 62 % indica
‘L’isola della scimmia’ come il proprio videogame preferito."

Dubitate dell’autorità di Wertham? Forse fate bene; forse l’unico testo nel
quale si può riporre assoluta fiducia è la Sacra Bibbia. Ma provate a
guardare dentro di voi. Pensate di sentirvi più buoni, più sani, più
vigorosi dopo aver speso il vostro prezioso tempo di fronte ai giochi
elettronici? Non vi rendete conto di come questa malsana passione possa
squassare, forse irrimediabilmente, la vostra fragile psiche?

Associazione Famiglie Cattoliche "San Carlo Borromeo"
Via delle Cento Fontane 33, Afragola (NA)
"Agnus cum leo iacebit, sed iactura pauce durabit"

0 agosto 1999

Cari ragazzi,
un’ennesima testimonianza dei danni irreparabili che i giochi elettronici
operano sulle vostre giovani menti è dato da un rapporto del già citato
Centro Ricerche del Minnesota per gli Studi sulla Devianza Giovanile.
Speriamo vivamente che questa seria e rigorosa ricerca medica (effettuata,
tra l’altro, da uomini di scienza laici) possa gettare nuova luce sui rischi
ai quali vi esponete quotidianamente.

"L’oggetto della nostra analisi è stato il videogioco "Super Fratello Mario
64", che fin dal titolo si rivela profondamente inquietante. Il "Super
Fratello", infatti, allude in maniera beffarda al "Grande Fratello" del
romanzo di George Orwell "1984". Il protagonista di questo gioco, l’
idraulico Mario, subdolamente entrato nell’immaginazione comune dei
preadolescenti, non è altro che uno stravolgimento in chiave erotica di
Michele il Topo di Walt Disney. Stessa uniforme, stessa altezza, stessa voce
stridula; ma, mentre Michele il Topo rispecchiava in maniera onesta le
esigenze del "periodo di latenza", Mario è piuttosto l’alfiere di una
sessualità contorta. Mario, infatti, è dotato di un inquietante paio di
baffi, e il movente di ogni sua impresa è il raggiungimento della "preda"
sessuale. Fin dall’inizio, lo vediamo entrare in un castello (evidente
simbolo uterino); appena entra nel castello / utero, Mario incontra un fungo
parlante di nome Yoshi. Il castello / utero è quindi già abitato dal fungo /
fallo, che testimonia in tal modo un rapporto sessuale già consumato; il
culmine dell’ambiguità si raggiunge però nella voce infantile del fungo /
fallo (già iniziato alle esperienze erotiche, quindi già presente nell’
utero, quindi già iniziato alle esperienze erotiche) che si contrappone all’
aspetto pienamente "maturo" di Mario, il quale però è ancora all’inizio
delle sue "imprese" amorose. Tutta questa profonda ambiguità corrompe in
maniera devastante, soprattutto nelle menti più deboli, l’immagine di una
sessualità sana e volta alla procreazione. I continui ammiccamenti sessuali
di "Super Fratello Mario 64" sono presenti anche nell’arredamento interno
del castello, un rosso – porpora che allude ora ai tessuti damascati delle
case di tolleranza, ora alle pareti interne di una vagina. A un certo punto
Mario varca un dipinto ed è trasportato in un’altra dimensione: questa è un’
audace rilettura del mito di Alice in chiave maschile, com’è dimostrato dal
saggio del noto psicologo junghiano Hans Vergerus "Alice e il fallo"
(illuminante, tra l’altro, in quanto chiarisce molti punti oscuri sulla
pedofilia di Lewis Carroll). Non a caso, Mario incontra presto delle "bombe"
giganti, sulle quali deve saltare per farle scoppiare. L’evidente dicotomia
bombe / testicoli fa sconfinare il gioco nell’esplicita pornografia, oltre
che nel cattivo gusto. C’è da notare che l’opera di distruzione che l’eroe
porta a compimento nei confronti delle bombe – testicoli rinvia direttamente
a un’idea di sessualità edonistica, per cui il testicolo (sede del seme
riproduttivo) viene fatto esplodere, e Mario persegue un ideale di
accoppiamento "infecondo" (plagiato dai sotterfugi del fungo – testicolo).
Un’indagine condotta su un campione di quaranta bambini dagli otto ai dodici
anni ha dimostrato in maniera lampante che i suddetti bambini tendono a
identificare Mario con il fallo (operando perciò uno slittamento – e una
proiezione simbolica del super Io – che li spinge a rimuovere la figura di
Yoshi). Interrogati infatti sul nome con il quale sono abituati a chiamare
il loro organo riproduttivo, i ragazzini hanno risposto per la maggior parte
"Mario" (il 60 %). I rimanenti bambini hanno invece dato il nome del proprio
genitore, o di un loro caro amico. Un solo ragazzino ha risposto "Yoshi"; su
di lui sono state condotte accurate indagini, ed è venuto alla luce il fatto
che il suo giocattolo preferito era la Barbie e che da grande avrebbe voluto
diventare un giardiniere. Tutti i bambini, inoltre, durante i test ai quali
sono stati sottoposti, hanno dimostrato una forte aggressività e
irrequietezza, dovuta senz’altro allo stress psico – fisiologico causato da
"Super Fratello Mario 64". E’ perciò palese l’effetto deleterio che il
suddetto gioco opera sulla psiche infantile, alla quale viene proposto un
modello di sessualità negativo e distorto."

Si tratta, come potete vedere, di dati SCIENTIFICI. Quindi, anche se
continuate a rinnegare il Signore, ascoltate almeno la voce della medicina.
Forse un giorno, persuasi dalla ragione, vi avvicinerete anche alla Fede. E
ricordatevi che ogni minuto sciupato in un inutile partita ai videogiochi è
come una ferita nel costato di Gesù; ricordatevi che i vostri joistich sono
come dei chiodi conficcati nella Sua carne.

Associazione Famiglie Cattoliche "San Carlo Borromeo"
Via delle Cento Fontane 33, Afragola (NA)
"Agnus cum leo iacebit, sed iactura pauce durabit"


4 agosto 1999

Cari ragazzi,
il male dei videogiochi avanza, e i nostri messaggi tentano eroicamente e
disperatamente di arginarne gli effetti. Purtroppo, sugli stessi gruppi di
discussione dove appaiono le lettere della Borromeo, si notano minacciosi e
sconcertanti annunci. Molti giovani dichiarano di essere alla ricerca del
"crack" per questo o quel gioco, allo scopo di "masterizzarlo". La nostra
assidua frequentazione del mondo giovanile – esplorato in ogni sua debolezza
e bruttura – ci ha svelato che il "crack" è una pericolosa droga sintetica;
supponiamo che "masterizzare" (strano neologismo!), venga dall’inglese
"master", che significa "campione". Quindi il senso di questi messaggi
appare in tutta la sua orrenda evidenza: "Cerchiamo una droga che ci
permetta di diventare campioni in questo videogioco!". Spesso questi
messaggi sono accompagnati da disperate affermazioni come "Aiuto, sono
disperato!" o "Vi prego, speditemelo subito!". E’ il classico atteggiamento
del tossicomane in astinenza, disposto a rubare, a uccidere, a prostituirsi,
pur di non sottrarsi alla sua quotidiana dose. A quale schiavitù i
videogiochi vi conducono! Il nesso tra videogiochi e tossicodipendenza è
messo in luce dal prezioso rapporto medico del dottor F. Gelemen, "Il
cartello Nintendo – Droga e intrattenimento elettronico" (Santa Prisca
Press, Columbia, 1997). Estrapoliamo qualche stralcio dallo scritto
succitato:

"E’ stato dimostrato che giocare ai videogames sotto effetto di droga
migliora nettamente il rendimento. La droga opera una dilatazione della
percezione, nonché una intensa focalizzazione sull’oggetto – videogame. I
riflessi del giocatore vengono esaltati, la sua reattività aumenta; ma a
quale prezzo? (.).
Il coinvolgimento della multinazionale Nintendo nel traffico internazionale
di droga non è stato ancora provato, ma questo è dovuto agli esperti
avvocati di questa potente associazione a delinquere. Sono comunque
indicativi i nomi che gli spacciatori colombiani danno ai vari tipi di
sostanze artificiali, tutti ispirati ai videogiochi Nintendo. L’eroina è
definita "Perla" o "Principessa", la cocaina "Mario" (per la frenesia tipica
di questo personaggio, che come un invasato è capace di compiere salti
sovrumani), l’hashish "Yoshi", forse per una semplice assonanza tra le due
parole."

Dati, come al solito, inconfutabili. Che voi presto vi affretterete a
ridicolizzare pur di rimuovere la consapevolezza della vostra schiavitù.
L’Associazione Borromeo sta inoltre indagando su quei messaggi che chiedono
in che modo "caricare" o "scaricare" le Rom. Si tratta, indubbiamente, di
un gergo legato al mondo della prostituzione, in quanto è impossibile non
riconoscere nelle Rom le donne slave che fanno mercimonio del proprio corpo
all’angolo dei marciapiedi. Il "caricare" e lo "scaricare", quindi, allude
senz’altro al mercato della prostituzione. Quanta infamia si nasconde dentro
l’orrendo mercato dei videogiochi!
Sperando che almeno questo messaggio vi abbia illuminato, preghiamo il
Signore perché vi assista e vi aiuti.

Associazione Famiglie Cattoliche "San Carlo Borromeo"
"Agnus cum leo iacebit, sed iactura pauce durabit"

5 settembre 1999

ari ragazzi,
come abbiamo già detto in privato ad alcuni di voi, l’Associazione Borromeo
è nel mirino di un turpe complotto. Diversi partecipanti ai "gruppi di
discussione" stanno protestando col servitore di connessione della Borromeo
affinchè le venga tolto l’acconto. Siamo giunti a un assoluto paradosso:
proprio noi, che saremmo in diritto di esercitare la censura, siamo
bersaglio della censura! Noi, arbitri di pudore e di moralità, che quando
giaciamo con la nostra legittima consorte non abbiamo l’ardire di chiederle
di scoprirsi l’ombelico! Noi, che abbiamo fatto pressioni perché il
restauro del Giudizio Universale non riportasse alla luce le conturbanti
nudità che Michelangelo volle dipingere, e che furono pudicamente ricoperte
di veli da Daniele da Volterra! Noi, che armati di megafono andiamo a
predicare la virtù della morigeratezza alle coppie che tappezzano
ignobilmente le loro auto con fogli di giornale! Noi, che abbiamo tutte le
carte in regola per poter esercitare il ruolo di censori, dovremmo far
tacere la nostra voce?
E chi sarebbero i nostri censori? Ragazzi imberbi, giovani e immaturi, che
fingono di predicare dottrine libertarie, ma che in realtà sono schiavi
del male e del peccato! Ragazzi che hanno invertito l’ordine dei valori, e
che, schiavi delle seduzioni dei videogiochi, sono pronti a proclamarsi
detentori della giustizia! Erode fece decapitare Giovanni Battista per
soddisfare le voglie di una meretrice; la vostra Salomè è l’orrenda Laura
Croft, in nome della quale vorreste far tacere l’Associazione Borromeo! Lo
ripetiamo: per essere censori bisogna essere in primis adulti morigerati e
uomini di fede! Voialtri invece propugnate false e ingannevoli teorie
libertarie, che dispiegano la loro vera satanica natura quando chiedete che
la Borromeo cessi la propria opera di evangelizzazione! E il vostro
ignobile Fratello Mario vi guarda con soddisfazione e sogghigna, e dietro i
suoi baffi inquietanti si disegna il profilo di Lucifero.
Preghiamo per le vostre anime. Vi invitiamo altresì a solidarizzare con l’
Associazione Borromeo, ricordandovi che ogni parola spesa in nostro favore
sarà ben vista dall’alto dei cieli.

Associazione Famiglie Cattoliche "San Carlo Borromeo"
Via delle Cento Fontane 33, Afragola (NA)
"Agnus cum leo iacebit, sed iactura pauce durabit"


3 settembre 1999

Cari ragazzi,
rieccoci nuovamente da voi, con un nuovo acconto e un nuovo indirizzo di
posta. Le proteste dei nostri detrattori hanno avuto effetto, e la
compagnia telefonica "Infostrada" ha deciso di bandire dai suoi
"servitori" la voce dell’Associazione Borromeo. Grazie ai molti
ingegneri informatici che fanno parte della Borromeo, siamo riusciti a
rientrare nella rete con un nuovo collegamento. Ormai gran parte dei
nostri soci ha un acconto, per cui, anche se riuscirete a far tacere uno
di loro, altri cento prenderanno le sue veci, più decisi e battaglieri
che mai!
Nonostante la sua temporanea assenza dalla rete, l’Associazione Borromeo
ha continuato la propria missione attraverso un’opera di
sensibilizzazione nelle scuole dei quartieri a rischio della provincia
napoletana. E’ nata così l’iniziativa "BRUCIATE LE VOSTRE PLAISTATION!",
accolta favorevolmente dalla maggior parte dei presidi e del corpo
insegnante. I ragazzi delle scuole elementari e medie sono stati
invitati a consegnare i propri videogiochi ai soci della Borromeo,
ricevendo in cambio caramelle, giocattoli in legno, opuscoli edificanti
sulla vita di Padre Pio e una traduzione ciclostilata del saggio di
Wertham jr "The new seduction of the innocent". Per responsabilizzare
ulteriormente i minori caduti in preda al vizio videoludico, è stato
distribuito questo volantino, il cui testo riportiamo integralmente:

Caro ragazzino,
se hai un pò di tempo, leggi questo volantino. Potrebbe cambiare la tua
vita.
Sappiamo che la tua esistenza è molto difficile. Forse i tuoi genitori
non hanno i soldi per pagare l’affitto, forse qualche tuo familiare è
vittima della droga o è chiuso in prigione, forse tua madre o tua
sorella si prostituiscono. Succede spesso, nelle famiglie come la tua.
Ora pensaci su: tuo padre è dietro le sbarre, tua madre vende il suo
corpo a uomini di ogni età e ogni colore. E tu hai una Plaistation. Non
è certamente un caso.
Quanta droga hanno dovuto spacciare i tuoi familiari, affinchè tu
potessi dilettarti in massacri virtuali? Quante volte tua madre e tua
sorella hanno giaciuto accanto a estranei, piegandosi alle loro infami
voglie? E tu, pur consapevole di tutto questo, continui a giocare con la
tua Laura Croff, l’infame prostituta elettronica!
L’Associazione Borromeo è qui per aiutarti. Non ha alcun pregiudizio nei
tuoi confronti. Non si cura della tua bassa estrazione sociale, della
tua ignoranza, delle oscene nudità che nascondi sotto i vestiti, del
degrado nel quale vive e ti costringe a vivere la tua famiglia. Vuole
solo che tu sia un ragazzo sano e rispettoso delle leggi.
Consegna, senza esitare, la tua Plaistation ai soci della Borromeo.
Liberati del cancro che ti attanaglia!

In accordo con il Provveditorato agli Studi, abbiamo inoltre bandito la
prima edizione del "Premio Paternazzo", in memoria di un sacerdote della
nostra parrocchia, fulgido esempio di rigore morale. La biografia di don
Giuseppe Paternazzo e il bando di concorso del premio saranno l’oggetto
del nostro prossimo messaggio.
Lieti di essere di nuovo tra voi, vi benediciamo con paterna indulgenza.

Associazione Famiglie Cattoliche "San Carlo Borromeo"
Via delle Cento Fontane 33, Afragola (NA)
"Agnus cum leo iacebit, sed iactura pauce durabit"

Tutto è copia-incollato dal sito che racchiude la vicenda per intero, raggiungibile all’indirizzo http://ourthing.altervista.org/borromeo/entra.htm

13 comments a “A proposito di troll…”

  • 27 settembre 2009
    robertacuriosa wrote

    non conoscevo questa vicenda e la trovo davvero esilarante!!

    ma al tempo stesso la cosa fa riflettere…mi vengono in mente i falsi Modigliani scolpiti da burloni che riuscirono a ingannare fior di critici d’arte….a volte i nostri schemi mentali sono veramente delle prigioni…

  • 27 settembre 2009
    brunaccio wrote

    questo non è trollaggio..questa è trovata da genio-burlone per riprendere roberta

    :)

    Il troll semina discordia questa è satira,grande statolaico!

  • 27 settembre 2009
    statolaico wrote

    Allora leggete questa che è una perla e mi era sfuggita: :)

    Cari ragazzi,

    per ammonirvi ulteriormente dei rischi presentati dai giochi elettronici,

    presentiamo un altro importante brano tratto dal libro di Fred Wertham jr

    “The new seduction of innocent”.

    La famiglia Wayne rappresentava, in tutto e per tutto, i valori di una sana

    famiglia di Milwakee. Imprenditore il padre, insegnante e casalinga la

    madre. Il piccolo Forrest, nato nel 1968, era stato educato nella maniera

    più irreprensibile. Ad ogni compleanno, i genitori gli regalavano una

    Bibbia, o qualche testo di edificazione religiosa. Forrest era profondamente

    legato a sua madre, che quasi tutti i giorni lo conduceva alle prediche del

    reverendo Albert Adamson. (.) Diversamente dai suoi coetanei, Forrest non

    aveva mai preteso di andare a Disneyland, e le poche volte che chiedeva ai

    genitori del danaro per andare al cinema, era per assistere a film di

    argomento epico o biblico; né pretendeva che i soldi gli fossero dovuti,

    ma li guadagnava falciando il prato di casa. Forrest aveva dieci anni,

    quando, tornando dal cinema con un amico, si fermò di fronte a una sala

    “Arcadia”, nella quale facevano bella mostra di sé i primi videogiochi.

    Forrest rimase come ipnotizzato di fronte a queste macchine luccicanti e

    rumorose, come “Rane”, “Invasori spaziali”, “La scimmia stupida” e “L’uomo -

    pac”. Fu da allora che Forrest cambiò completamente. Come un

    tossicodipendente alla ricerca della dose quotidiana, Forrest iniziò a

    rubare spiccioli dalle tasche dei genitori. Prese a marinare la scuola, e i

    suoi profitti subirono un calo. A tredici anni era solito chiudersi in

    camera sua per lunghi lassi di tempo, e impediva alla madre di entrare

    in bagno quando la buona donna voleva lavargli la schiena. Smise di

    falciare il prato, e il giardino di casa Wayne era ridotto a un ammasso di

    sterpi e di rifiuti. Prese a frequentare i teppisti locali, un branco di

    ragazzi ispanici e di colore che gli riempirono la testa di frottole

    sovversive. Per il suo quattordicesimo compleanno, il 27 aprile 1982,

    Forrest andò in escandescenze con i suoi genitori, che non gli avevano

    regalato un videogioco casalingo (che avrebbe portato i giochi arcadici sul

    televisore di casa), e che invece avevano saggiamente deciso di donargli

    una bellissima versione illustrata della “Genesi”. Gli studiosi che hanno

    analizzato il caso fanno risalire la discesa nella follia di Forrest a

    quest’episodio. Forse pentito per aver chiamato la madre “Acida bigotta

    senza scrupoli”, e certamente contagiato dalle luci stordenti dei suoi

    amati videogiochi, Forrest fu preda di uno sdoppiamento della personalità.

    Iniziò a scoprire una parte femminile predominante nella sua psiche, e

    prese a frequentare le Arcadie non più semplicemente per giocare ai

    videogame. Vestito con volgari giubbotti di pelle, borchie e catene,

    “Forrest la regina” ora amava concedersi agli avventori delle Arcadie. A

    volte lo faceva per pochi spiccioli, altre volte offriva le sue giovani

    carni a chi si fosse mostrato il giocatore più forte. Una volta,

    addirittura, fu organizzato un torneo di “Difensore”, al quale

    parteciparono 20 giovani; il vincitore fu Morgan Sawyer, un pregiudicato

    di colore di 35 anni , che abusò per ben due ore del consenziente Forrest

    nelle toilette dell’Arcadia, di fronte a un pubblico di sette teppisti. La

    già fragile psiche di Forrest era definitivamente distrutta. Per un po’ di

    tempo, il ragazzo lasciò perdere i videogiochi, chiudendosi in se stesso. La

    madre, amorevolmente, lo portò in cura da diversi psichiatri, tra cui il

    sottoscritto. Sembrava che Forrest fosse in ripresa, ma un giorno che

    accompagnava i genitori a messa la sua pazzia si manifestò di nuovo. Al

    momento della comunione, Forrest strappò il calice delle ostie dalle mani

    dell’officiante, e prese a ingurgitarle una dopo l’altra. A chi tentava

    di trattenerlo, il quindicenne reagiva con manifestazioni di violenza

    sovrumana. “Sono l’Uomo – Pac”, gridava lo sventurato, “Lasciatemi stare,

    maledetti fantasmi!”. Uscendo di corsa dalla chiesa, il ragazzo si

    lanciò sulla strada principale, percorsa da bolidi a tutta velocità.

    Come un invasato, Forrest saltellava schivando le auto, e emettendo versi

    animaleschi. “Sembrava il gracidare di una rana”, disse in seguito un

    passante, che fu spettatore del tragico episodio. Dopo poco più di un

    minuto, un camion mise fine alla triste esistenza del ragazzo.”

    Il brano di Wertham continua evidenziando come Forrest, negli ultimi

    momenti della sua vita, abbia voluto emulare due videogiochi di gran

    successo nei primi anni ottanta. Che il dramma di Forrest sia di monito

    alle vostre giovani vite.

    Associazione Famiglie Cattoliche “San Carlo Borromeo”

    Via delle Cento Fontane 33, Afragola (NA)

    “Agnus cum leo iacebit, sed iactura pauce durabit”

  • 27 settembre 2009
    ilic wrote

    Che ridere. Comunque non bisogna arrivare al volantino finale per rendersi conto che si tratta di una burla. E’ il linguaggio usato che è esagerato. Veramente bello…ah ah quelli che giacciono con le consorti senza ardire di chieder loro di scoprire l’ombelico…

  • 28 settembre 2009
    brunaccio wrote

    giusto! l’ha implicitamente definita max la linea di confine col trollaggio..qui l’ironia è evidente e ci vuole una zucca bacata per non accorgersi..a propsito..su camicierosse.splinder.com..per chi non lo conoscesse..è uscito un post con un video in cui avviene un auto-sputtanamento(se mai ve ne fosse bisogno..) di borghezio..pure pollo a farsi beccare così..ma tanto, come si dice da noi,la cerqua ‘n’ ha fat mai le melaranc (la quercia non ha mai fatto melarance)..poi capirete

    :)

  • 28 settembre 2009
    VianodiVagli wrote

    Chissà se in futuro uno storico del Trollismo citerà anche Viano di Vagli. Uno spunto interessante, almeno per me, sarebbe una discussione seria sui comportamenti indotti dai giuochi di ruolo e combattimento virtuale e dai moderni racconti visuali, dal “Giustiziere della notte ” che fu forse il primo dei Rambi, agli attuali CSI con le loro autopsie al microscopio e con il cinico linguaggio di questi poliziotti contemporaneamente scienziati e giustizieri. Ma se non ne avete voglia, nulla, siamo OT. Ah, quanto ci sarebbe bisogno di intromissioni ironiche nella politica, in Palestina, in Afghanistan…

  • 28 settembre 2009
    brunaccio wrote

    x viano

    pessimi ,hai ragione, i film di bronson e quello che ne conseguì…invece a mio avviso tutti i vari csi e e serie satellite servono a instillare fiducia nella polizia e nei loro nuovi ed “infallibili” metodi scientifici alla gente..un po’ come stanno facendo coi vari serial ospedalieri…

    p.s. avete notato che da quando sono partite le “guerre umanitarie”,gli usa hanno ricominciato a sfornare film sul loro determinante ruolo nel secondo conflitto mondiale? sarà un caso x voi?

  • 28 settembre 2009
    brunaccio wrote

    che poi veramente..rileggevo ora..alla fine c’è una satira su un passo della bibbia(mi pare isaia quando rende per immagini l’ipotetico mondo di pace quando avranno trionfato gli israeliti), in latino,qui reso così nella simpatica burla..”l’agnello giacerà assieme col leone,ma questa iattura durerà poco”..(non ho il vocabolario ma mi pare evidente)!!!che polli!!!

    :) ))

  • 29 settembre 2009
    anonimo wrote

    @ brunaccio

    quella del leone e dell’ agnello che giaceranno insieme io la sapevo attribuita al genio di woody allen

    gigi

  • 29 settembre 2009
    brunaccio wrote

    grazie gigi..ma comunque viene dalla bibbia..i leone e l’agnello giaceranno insieme le lance si muteranno in vomeri ecc… se poi mi dici che già l’aveva pensata woody anche più polli!

    ciao gigi!

  • 29 settembre 2009
    brunaccio wrote

    Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo giacerà col capretto, il vitello, il giovin leone e il bestiame ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà.

    La vacca pascolerà con l’orsa, i loro piccini giaceranno assieme

    (isaia 11)

    il passo è un po’ diverso c’è il lupo in effetti..ma viene da lì..pensa i bigotti che non si sono accorti

    :)

    saalam

  • 5 ottobre 2009
    kefos93 wrote

    Che discriminazione!!!

    Ed il Kiwi, il Moa, il Varano di Kommodo, il Grizzly, il Puma, il Bisonte, il Tacchino, l’Iguana ecc. non potevano avvalersi di giacere con qualcuno solo perchè non in possesso di biglietti low-cost e last-minute

    ( per raggiungere Noé ) dopo il diluvio universale (???)

    Azzarola !!!!

  • 7 ottobre 2009
    lectorinfabula wrote

    Fantastico! Geniale! Bisognerebbe istituire un premio apposito per chi ha inventato questa meravigliosa presa per il culo! :-D

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